“Non ho scelto quello che mi è successo, ma posso scegliere quello che sono”, con questo “mantra” Tea, una delle protagoniste del romanzo di esordio della giovane scrittrice grossetana, cerca di superare un enorme trauma, la perdita di entrambi i genitori in tenera età, e trovare la propria identità anche attraverso l’amore, la letteratura e la musica.
Grosseto: Non a caso il libro è dedicato a coloro che attraversano un momento difficile della propria vita: “quello che vi chiedo è di tenere duro perché le cose cambiano da un momento all’altro, bisogna solo non perdere la Speranza” questo raccomanda la giovane ma sorprendentemente matura scrittrice.
Attraverso le vite, i sentimenti e gli stati d’animo di tre donne (Rita, Sara e Tea senza dimenticare la giornalista Rebecca e la cagnolona Alma) descritti con uno stile personale ed a tratti futuristico, Caterina Picchi ci conduce ad un finale , con un “Addio che non è un addio”, ricco di spiragli di luce e fiducia nel domani.
Le parole di Dostoevskij “è dal dolore che si può ricominciare “ dovrebbero risonarci dentro ed indicare una possibile svolta al nostro umano cammino.
La Bellezza, intesa dall’autrice come “consapevolezza”, può essere in grado di trarre in salvo la mente umana.
E dalla consapevolezza deriva una luce nuova sul significato del romanzo : perché le cose non sono mai assolute e nitide al “chiarodiluna”e la musica, le parole e l’amore possono aiutare la mente a stare meglio.
Caterina Picchi ha ventitré anni ed è nata e vive a Grosseto.
Ha conseguito sia la maturità classica che la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche ed al momento sta studiando per il corso di laurea magistrale. Quest'anno si diplomerà in pianoforte presso il Conservatorio di Siena.
Ha pubblicato racconti con Terra Nullius, Nazione Indiana e a breve con Biró.
Al chiaro di luna è il suo primo libro ed è appena uscito con Dialoghi
In dialogo con la scrittrice, Lina Casini
