Domenica prossima, alle ore 18.00, presso la Mediateca Digitale della Maremma in Chiasso delle Monache 9–11, Grosseto (centro storico, a pochi passi da Piazza San Francesco), verrà ospitato un nuovo appuntamento dedicato al cinema indipendente italiano.
Grosseto: In programma la proiezione esclusiva del documentario "Più Verve Non Serve" di Davide Barbafiera, musicista, videomaker e storico collaboratore di Gipi, oltre che bassista della band pisana Campus.
Barbafiera introdurrà personalmente il film, un delicato omaggio al gruppo teatrale e sperimentale I Sacchi di Sabbia, che nel 2025 celebrano i loro 30 anni di carriera.
Saranno presenti come ospiti:
Davide Barbafiera, regista del documentario
Ico Gattai, scrittore, musicista e voce narrante del film
L’iniziativa è parte del lavoro culturale portato avanti dall’associazione Kansassìti APS all’interno della Mediateca Digitale della Maremma. Ingresso gratuito per i soci. La tessera associativa ha un costo di 5 euro e ha validità annuale.
Scheda di presentazione
Titolo: Più verve non serve
Regia: Davide Barbafiera
Genere: Documentario
Durata: 60 minuti
Produzione: I Sacchi di Sabbia, con il sostegno di MiC e Regione Toscana
Anno / Contesto: Presentato nell’ambito del festival Inequilibrio 2025
Formato: Documentario costruito su testimonianze, interviste e materiali d’archivio
Trama
Più verve non serve ripercorre con tono leggero e affettuoso i primi trent’anni della compagnia teatrale pisana I Sacchi di Sabbia, intrecciando ricordi, immagini d’archivio e confessioni dei suoi protagonisti.
Davide Barbafiera affronta il racconto con ironia, guidando lo spettatore attraverso le tappe fondamentali della compagnia e facendosi aiutare da Ico Gattai, che diventa complice del film nel dare forma a un viaggio ricco di aneddoti, sperimentazioni, intuizioni geniali e divertenti inciampi creativi.
Il documentario mostra come il gruppo abbia cercato nel tempo di conciliare la tradizione popolare con la ricerca artistica, costruendo un linguaggio unico e riconoscibile.
Ne nasce un ritratto vivo, sincero e attraversato da humor, che celebra la perseveranza, la libertà espressiva e l’immaginazione collettiva che hanno reso I Sacchi di Sabbia una realtà singolare nel panorama teatrale italiano.
