Un viaggio ironico e disincantato nel Novecento con Sergio Kraisky e il suo nuovo romanzo
Montemerano: Si può riuscire a ripercorrere la storia del Novecento e tutte le sue tragedie con la lente del disincanto e con l’arma affilata dell’ironia? Quando una narrazione ha a che fare con l’anima russa o con la cultura dell’Europa dell’est, immediatamente si accende di imprevedibilità e di follia.
È quello che succede nel romanzo di Sergio Kraisky, La maledizione di Rasputin, edito da Voland, che sarà presentato dall’autore all’Accademia del libro - Biblioteca comunale di storia dell’arte sabato 29 novembre alle 18, in dialogo con Pietro Montani, docente di estetica e critico cinematografico. Il romanzo, che si richiama la tradizione letteraria picaresca, intreccia la storia di due famiglie per tutto il Novecento, fra la Rivoluzione d’Ottobre, l’Italia fascista, la Seconda Guerra Mondiale e ancora oltre, fino alla dissoluzione dell’Unione sovietica. I suoi personaggi non sono eroi, a loro il fato ha riservato una maledizione sottile e costante e li condanna a una fuga insensata e senza tempo. Forse è la maledizione di Rasputin, forse, semplicemente, è quella di chi nasce in un’epoca di sovvertimento delle certezze.
Tutto inizia la notte del 16 dicembre 1916, quando fu ucciso Grigorij Rasputin e nacque Pavel Krotovskji. Questa coincidenza fa sì che la maledizione del monaco siberiano stenda la sua ombra sulla vita di Pavel, figlio di una pianista ebrea e di un avvocato di famiglia aristocratica, ma anche su quella di Sigrid Schmidt, nata a Berlino da madre ebrea e padre tedesco. Le vite di Pavel e Sigrid si snodano in parallelo, alternate nei capitoli del romanzo, e intrecciate con ironia e disincanto alle pagine della grande Storia.
“Per mettere a tacere i fantasmi bisogna fare ordine fra i ricordi dei morti”, scrive Sergio Krainsky, ed è il fine che si propone Alex, il figlio di Pavel, riprendendo in mano gli appunti ingialliti del padre. Lontano nel tempo ma anche nello spazio, Alex, dall’Australia dove è scappato per sfuggire al vento di pazzia che aveva contagiato i suoi antenati, ripercorre il passato della sua famiglia per esorcizzarlo e tramandarlo ai posteri.