Firenze: "Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione in merito alla vicenda segnalata dalla stampa riguardante una famiglia di Grosseto, alla quale è stata fissata al 5 ottobre 2027 la visita di neuropsichiatria infantile per un bambino di seconda elementare con difficoltà di attenzione, memoria e lettura.
Due anni di attesa per un minore in età evolutiva non rappresentano soltanto un disservizio amministrativo: configurano una compressione concreta del diritto alla salute e all’istruzione, principi sanciti dagli articoli 32 e 34 della Costituzione italiana e ribaditi dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In questa fase delicata della crescita, il fattore tempo è determinante. Ritardare una valutazione specialistica significa rinviare l’accesso a strumenti compensativi, percorsi personalizzati e strategie educative mirate, con il rischio di compromettere l’autostima, il rendimento scolastico e il benessere psicologico del minore.
La denuncia della madre, che ha agito in accordo con le insegnanti del figlio, evidenzia una criticità strutturale che da tempo associazioni e operatori del settore segnalano: la difficoltà di accesso ai servizi di neuropsichiatria infantile in numerosi territori italiani. Le liste d’attesa, soprattutto nell’ambito dei disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione, incidono in modo diretto sulla possibilità di una diagnosi precoce e quindi di un intervento tempestivo, condizione essenziale per garantire pari opportunità formative.
Accogliamo con attenzione le scuse e l’impegno annunciato dall’Asl Toscana sud est, che ha comunicato nuove assunzioni e un piano di revisione organizzativa finalizzato a ridurre i tempi di attesa. Tuttavia, riteniamo che il problema non possa essere affrontato esclusivamente in chiave emergenziale. È necessario un investimento strutturale e continuativo nei servizi territoriali di neuropsichiatria infantile, un potenziamento stabile degli organici e una pianificazione coordinata tra sanità e scuola.
Il CNDDU richiama inoltre l’urgenza di rafforzare le reti di collaborazione tra istituzioni scolastiche, servizi sanitari e famiglie, affinché, anche in assenza temporanea di una diagnosi formale, possano essere attivati percorsi di osservazione pedagogica e misure di supporto educativo che tutelino il diritto allo studio e prevengano situazioni di disagio.
Ogni bambino che attende una valutazione specialistica non è un numero in una lista, ma una persona in crescita, con un presente che non può essere sospeso. La tutela dei diritti umani passa anche dalla capacità delle istituzioni di garantire tempi adeguati di risposta nei servizi essenziali", conclude Romano Pesavento, presidente CNDDU.