Scuola via Monte Bianco, stop lezioni rinviato

Flc Cgil Grosseto: «Comunicazioni tardive e paragoni impropri con lo sciopero».

Grosseto: La FLC CGIL Grosseto esprime forte preoccupazione per i disagi causati a famiglie, lavoratrici e lavoratori dati dalla nuova comunicazione di rinvio dello stop didattico di 3 giorni per il trasferimento della scuola primaria Toti (via Monte Bianco). Questi si sommano a due anni di sistemazioni provvisorie in container e in aule non ristrutturate. A corollario di questo, la comunicazione del mancato stop programmato è arrivata il 29, appena la scuola ne ha avuto conoscenza. Lo stop era previsto per il 2 febbraio.

La vicenda e i disagi per famiglie e scuola

Il trasferimento nel nuovo edificio, legato a un cantiere da circa 11 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr, è stato nuovamente rimandato a pochi giorni dalla data prevista. I genitori, in vista dello stop didattico previsto, avevano già organizzato la propria vita familiare: preso ferie, programmato visite e accertamenti medici, tutto reso inutile dall’ennesimo cambio di programma comunicato all’ultimo momento.

Anche la comunità scolastica ha subito un pesante contraccolpo organizzativo: la dirigente ha chiarito che la scuola aveva rimodulato turni di lavoro, servizio di refezione, pre-scuola, educatori, società sportive e predisposto tutto il materiale didattico per il trasloco, su richiesta del Comune, salvo poi vedersi annullare tutto con un preavviso minimo. La dirigente nella circolare inviata ai genitori, si è rammaricata di dover dare questo annuncio sottolineando di non ritenersi responsabile della situazione e di non aver ricevuto neppure le scuse da parte dei soggetti che hanno determinato questo esito, pur assumendosi il compito di tutelare diritto allo studio e dignità dei lavoratori della comunità educante.

Le spiegazioni del Comune

L’assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi ha motivato il rinvio con la mancata consegna di materiale elettrico antincendio indispensabile per le certificazioni per un trasferimento in sicurezza. Ha spiegato che si tratta di un cantiere importante che normalmente durerebbe fino a sei anni, ma che, grazie alle tempistiche Pnrr, è stato compresso in due anni e che il trasferimento “dovrebbe” slittare di circa 15 giorni.

Nella sua dichiarazione, l’assessore ha aggiunto che “dispiace per il disagio causato alle famiglie”, ma ha lamentato di non vedere lo stesso rigore nel segnalare i disagi quando ci sono scioperi, affermando che spesso non si sa nemmeno perché vengano fatti. Un paragone che chiama direttamente in causa il diritto di sciopero e che non può lasciare indifferente un sindacato che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori della scuola.

La replica di Alessandra Vegni (FLC CGIL Grosseto)

Di seguito la dichiarazione di Alessandra Vegni (foto cover), segretaria FLC CGIL Grosseto, in risposta alle affermazioni dell’assessore Ginanneschi.

«È puerile nascondere le proprie responsabilità puntando il dito sugli altri, arrivando addirittura a tirare in ballo il sacrosanto diritto di sciopero per giustificare i disagi creati da una gestione approssimativa di un trasferimento scolastico. Lo sciopero è uno strumento regolato da leggi e statuti nazionali imprescindibili, e il disagio che comporta non è il frutto di cattiva organizzazione, ma il mezzo attraverso il quale in questo paese sono stati conquistati diritti fondamentali e inalienabili, a tutela dell’equità sociale, grazie anche al sacrificio economico di chi rinuncia a una giornata di salario per lottare contro ingiustizie sociali e contrattuali.

Quando si creano disagi all’utenza, come in questo caso, un’amministrazione seria e attenta non si permette di dire, in sostanza, “scusa ma tanto ci siete abituati”: si mette al lavoro per limitare i disagi e per capire come risarcire il danno causato alle famiglie e al personale. Invece di scaricare le colpe sull’azienda o su generici problemi di approvvigionamento, ci si dovrebbe preoccupare prima di verificare che tutto sia effettivamente disponibile e funzionante prima di annunciare date, stop didattici e traslochi che ricadono sulla vita delle persone.

Se, come viene affermato, i lavori sono stati completati in tempi più brevi rispetto alla “normalità”, questo non legittima una comunicazione a tentativi: le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a informazioni certe, e le date dei trasferimenti vanno comunicate solo quando esistono tutte le condizioni per un trasloco sicuro e realmente fattibile. Non si gioca con la programmazione della vita quotidiana di chi lavora nella scuola e di chi affida alla scuola i propri figli.

Ricordo inoltre che lo sciopero è un diritto costituzionale e che, a differenza di quanto avviene in questa vicenda, le sue date vengono normalmente comunicate con ampio anticipo, proprio per permettere alle famiglie di organizzarsi e scegliere se aderire o meno. Si sciopera per motivi precisi, dichiarati e discussi pubblicamente, in difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori e, spesso, per una scuola più giusta e più sicura anche per gli studenti.

Creare disagio perché si diffondono comunicazioni non attendibili, a pochi giorni da una data fissata e poi ritirata, non è in alcun modo paragonabile a uno sciopero: è semplicemente un errore di gestione che non deve ripetersi. La FLC CGIL Grosseto sarà al fianco di docenti, personale ATA, famiglie e studenti nel chiedere chiarezza, rispetto e responsabilità, perché una buona amministrazione si misura sulla capacità di programmare, assumersi le proprie colpe e rimediare, non nel cercare un capro espiatorio ogni volta che qualcosa non funziona».