FP Cgil Grosseto: «Sentenza storica, tutela la libertà e l’integrità professionale dei lavoratori».
Grosseto: Il Tribunale Ordinario di Grosseto, Sezione Lavoro, nella persona del Dott. Giuseppe Grosso, ha pronunciato recentemente una sentenza storica in tema di tutela dei diritti dei lavoratori, dichiarando nullo il licenziamento di un lavoratore, educatore professionale, ordinando la sua reintegrazione nel posto di lavoro in ragione della natura ritorsiva del licenziamento.
Il lavoratore, per fare riconoscere i suoi diritti, si è rivolto alla FP CGIL che, tramite l’avvocato Paolo Martellucci, ha promosso e sostenuto l’azione legale che ha portato alla storica decisione del Tribunale.
La ricostruzione dei fatti e le ragioni della sentenza
La vicenda è iniziata nel mese di gennaio 2025, quando il lavoratore ha sottoposto ai propri superiori una relazione relativa a una paziente seguita dalla struttura e pochi giorni dopo parte datoriale ha richiesto al lavoratore di sottoscrivere una nuova versione della medesima relazione, contenente modifiche significative rispetto al documento originario.
Il lavoratore ha rifiutato di apporre la propria firma, ritenendo che le modifiche non rispecchiassero l'effettivo ed integrale accadimento dei fatti, omettendo di fornire precisazioni ritenute di fondamentale importanza.
La risposta ritorsiva del datore di lavoro: il trasferimento illegittimo
Il giorno successivo al suo perdurante rifiuto il datore di lavoro ha sorprendentemente disposto il trasferimento del lavoratore dalla sede di lavoro consueta sita nella provincia di Grosseto ad altra sede sita in Sicilia, adducendo, a supporto della disposizione di trasferimento, motivazioni contraddittorie e comunque che sono state smentite in corso di giudizio.
Di fronte al rifiuto espresso e legittimo comunicato dal lavoratore, la parte datoriale ha proceduto al licenziamento, motivandolo formalmente con "assenza ingiustificata dal luogo di lavoro per insubordinazione".
Il lavoratore, coadiuvato dalla FP CGIL di Grosseto, è ricorso al Giudice del Lavoro, con l’assistenza dell’avvocato Paolo Martellucci, vedendo pienamente riconosciute le proprie ragioni.
La sentenza: nullità del licenziamento e condanna totale
Il Tribunale ha accertato e dichiarato la nullità del licenziamento, riconoscendo che il provvedimento subito dal lavoratore era animato da una finalità illegittima, ossia quella di punire lo stesso per il suo legittimo rifiuto di sottoscrivere una documentazione che non corrispondeva ai fatti reali.
La sentenza ha in particolare rilevato come:
Il licenziamento sia ritorsivo e le motivazioni formali fossero pretestuose: l'uso distorto del potere datoriale di trasferimento, disposto il giorno successivo al dissenso del dipendente, configura un abuso del diritto e una finalità punitiva nei confronti del lavoratore.
Il lavoratore abbia agito legittimamente ha correttamente esercitato il diritto di contestare l'inesattezza di una relazione professionale, pretendendo che fossero riportati con precisione i fatti riguardanti la paziente di cui era case manager. Come sottolinea la sentenza, ciò costituisce un "comportamento legittimo del lavoratore".
Il Tribunale ha, quindi, condannato parte datoriale a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro precedentemente occupato, nonché a risarcire al lavoratore il danno ulteriore dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettiva reintegrazione, con un minimo garantito di cinque mensilità, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, nonché a ricostruire la posizione previdenziale del lavoratore, versando i contributi previdenziali e assistenziali per l'intero periodo di estromissione.
Il supporto della FP CGIL Grosseto
La FP CGIL Grosseto esprime soddisfazione per questa importante sentenza, che rappresenta una reale e concreta tutela dei diritti dei lavoratori. La decisione del Tribunale di Grosseto ribadisce con chiarezza che nessun datore di lavoro può utilizzare i propri poteri organizzativi come strumento di punizione contro coloro che difendono la verità e l'integrità professionale.
Questa sentenza rappresenta una sentenza storica per il lavoratore e anche per la FP Cgil Grosseto perché oltre a riconoscere il licenziamento discriminatorio e ritorsivo, tutela la libertà del lavoratore di contestare in modo legittimo eventuali inesattezze. Il Giudice, infatti, ha riconosciuto che un lavoratore non può essere punito per aver rifiutato di sottoscrivere una documentazione che non rispecchia i fatti reali.
La FP CGIL Grosseto ribadisce con forza il proprio impegno nella difesa dei diritti di tutti i lavoratori, particolarmente di coloro che operano nel settore socio-assistenziale, dove l'integrità etica e la correttezza professionale sono fondamentali per la qualità della cura e per la tutela dei soggetti vulnerabili. Questa sentenza conferma che la difesa della verità nell'esercizio delle proprie funzioni professionali è un diritto inviolabile e che nessun datore di lavoro può utilizzare i propri poteri di direzione come arma di ritorsione contro chi sceglie di non compromettere l'integrità del proprio operato.
La FP CGIL Grosseto assicura il proprio costante supporto a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici che scelgono di difendere la correttezza professionale e la verità, anche quando ciò comporta il rischio di rappresaglie da parte di datori di lavoro senza scrupoli.