La Maremma è una delle mete preferite da chi viaggia con un animale al seguito, diventando un punto di riferimento per quella fetta di turisti che alimenta un mercato 'pet' da circa 3,5 miliardi di euro in Italia. La conformazione geografica della provincia di Grosseto permette di passare dal mare alle colline in poco tempo, ma muoversi senza problemi richiede di conoscere bene le regole dei comuni e delle aree protette, che qui sono particolarmente rigide.
Tra Follonica e Marina di Grosseto trovare un posto in spiaggia è più facile che nel resto d’Italia. Secondo un recente rapporto di Lega Ambiente sulla Maremma, circa il 40% dei comuni costieri ha aperto Bau Beach ufficiali o zone di spiaggia libera dove i cani possono stare tutto il giorno. Punti come le Marze o il Puntone di Scarlino sono i preferiti da chi cerca spazio e comodità, anche perché sono attrezzati e con servizi pensati per chi vuole passare l'intera giornata al mare senza stress.
Scendendo verso sud, tra la Giannella e la Feniglia, la libertà di movimento diminuisce. In tratti come la Tagliata e San Felice la protezione dei nidi di Fratino impone divieti assoluti: i controlli sono costanti e non si limitano a semplici richiami. Chi occupa le zone vietate rischia verbali che partono da 150 euro, ma nelle aree di riserva le sanzioni diventano molto più pesanti.
Un aspetto da non sottovalutare sono le condizioni climatiche. Nelle ore centrali della giornata, la sabbia delle spiagge esposte come quelle di Capalbio può raggiungere i 50°C e rendere impossibile camminare senza protezioni. Il pericolo non è solo il suolo bollente, ma anche la mancanza di aria e l'afa nelle pinete retrostanti. Tenere d'occhio il cane è fondamentale per evitare colpi di calore che, sotto il sole e senza ombra, possono verificarsi in pochissimo tempo.
Spostandosi nell'entroterra, tra le colline di Magliano, Scansano e le Vie Cave di Pitigliano, bisogna prestare molta attenzione. La macchia fitta e i sentieri nel tufo sono all’ombra, ma nascondono forasacchi, zecche e il rischio di incontri con animali selvatici. Nel Parco della Maremma, contrariamente a quanto si pensa, l'accesso ai cani è vietato su quasi tutti gli itinerari per proteggere daini e cinghiali. Chi ignora i divieti ad Alberese rischia multe che superano i 500 euro e l'allontanamento immediato dal Parco.
Il territorio maremmano, fatto di boschi fitti e calanchi, rende difficilissimo ritrovare un cane che scappa. In zone come le Bandite di Scarlino o verso Cala Violina, il cellulare è quasi sempre fuori campo, rendendo inutile ogni tentativo di chiamata. Per non correre rischi, molti proprietari usano tracker GPS satellitari come Tractive, che permettono di vedere la posizione esatta del cane e di controllare se l'animale è troppo affaticato dallo sforzo fisico.
Quando prepari lo zaino per un trekking in Maremma, ricorda che l'acqua è il problema principale: lungo i sentieri meno battuti le fontanelle sono un miraggio. Portarsi dietro almeno due litri d'acqua solo per il cane è il minimo sindacale per non trovarsi in difficoltà sotto il sole. Allo stesso modo, a fine giornata, meglio dare un'occhiata alle zampe: camminare tra i sassi taglienti o sull'asfalto bollente può provocare ferite ai polpastrelli. Un controllo veloce evita che un piccolo taglio diventi un'infezione che rovinerebbe la vacanza.
A livello normativo, non esiste un'ordinanza unica per tutta la provincia. Ogni comune, da Grosseto a Orbetello, ha le sue date e i suoi obblighi, come avere sempre con sé i documenti sanitari del cane. Rispettare queste regole e usare il guinzaglio non è solo burocrazia, ma l'unico modo per far sì che questi spazi restino aperti a tutti. Muoversi informati e con l'aiuto della tecnologia è il solo modo per godersi la Maremma senza trasformare una gita in un problema legale o sanitario.