Artemare Club Yachting Dress: il Peacoat

Artemare Club, osservando in diversi eventi yachting — anche di carattere istituzionale — un abbigliamento talvolta poco adeguato al contesto marinaro, propone una serie di approfondimenti dedicati al dress code nautico per occasioni formali, ispirati al galateo in uso negli ambienti di mare con maggiore tradizione internazionale, frequentati negli anni dal comandante Daniele Busetto.

Porto Santo Stefano: Il primo articolo di questa rubrica di etiquette nautica è dedicato al Peacoat — detto anche pea coat, pea jacket o caban — cappotto ampio e sportivo, generalmente realizzato in panno blu o nero, colore legato alle sue origini militari europee.

Origini storiche

La storia del Peacoat è profondamente radicata nella tradizione navale. Il capo apparve tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, indossato dai marinai dei Paesi Bassi, all’epoca grande potenza marittima.

Il termine “pea jacket” deriva dall’olandese pijjakker: pij indicava un tessuto di lana grossolana, mentre jakker significava giacca. Nel tempo, in inglese, “jacket” divenne “coat”, ossia cappotto. Il termine “caban” è invece di origine francese, affine all’italiano “gabbana”.

Se agli olandesi si deve l’invenzione del capo, fu la Royal Navy, verso la fine del XIX secolo, a diffonderlo ampiamente come uniforme navale, in particolare per i sottufficiali. All’inizio del Novecento il Peacoat venne adottato anche dalla United States Navy e dalla Kaiserliche Marine, dove era conosciuto anche con il nome Colani o Kulani, dalla sartoria “Berger & Colani” di Kiel.

Caratteristiche tecniche

  • Tradizionalmente realizzato in lana pesante — originariamente il melton, prodotto nell’omonimo distretto del Leicestershire, in Inghilterra — oppure in misto lana e nylon nella versione statunitense, il caban è caratterizzato da:
  • taglio corto, che lascia scoperte le gambe per agevolare i movimenti a bordo;
  • chiusura a doppiopetto con 6 o 8 grandi bottoni (blu, neri o dorati);
  • bottoni spesso decorati con un’ancora, come nei modelli della Regia Marina e dell’attuale Marina Militare;
  • ampi baveri, utili a proteggersi da spruzzi e raffiche di vento;
  • tasche verticali scaldamani e una tasca interna per oggetti personali, talvolta corredata da targhetta con il nome del proprietario.
  • Il modello è rimasto pressoché invariato nel tempo, segno di un equilibrio perfetto tra funzionalità ed eleganza.

Il Peacoat nel cinema e nella moda

Il caban si diffuse tra il grande pubblico anche grazie al cinema, indossato da celebri interpreti del grande schermo:

  • James Cagney ne La riva dei bruti (1935),
  • Spencer Tracy in Capitani coraggiosi (1937),
  • Edward G. Robinson ne Il lupo dei mari (1941),
  • Gregory Peck in Moby Dick (1956),
  • Peter O'Toole in Lord Jim (1965),
  • Steve McQueen in Quelli della San Pablo (1966),
  • Jack Nicholson ne L'ultima corvée (1973),
  • Robert Redford in I tre giorni del Condor (1975).

Grazie al cinema, il Peacoat entrò stabilmente nel guardaroba di diverse generazioni, assumendo quell’immagine austera ma romantica tipica dell’abbigliamento marinaresco, fino a diventare un classico del casual maschile e femminile. Il Peacoat firmato Artemare Club, nel rispetto della tradizione nautica, è proposto con bottoni blu, simbolo di sobria eleganza marinara.