Dall'Amiata al mondo: la lezione di Ubaldo Corsini, imprenditore che ha fatto crescere il territorio

Grosseto: Confcommercio Grosseto, dopo la scomparsa nei giorni scorsi di Ubaldo Corsini, propone una riflessione sul valore economico e sociale dell’esperienza Corsini: radicamento, sviluppo e passaggio generazionale come chiavi per il futuro delle aree interne

Ci sono storie imprenditoriali che vanno oltre la cronaca e diventano patrimonio collettivo. La vicenda di Ubaldo Corsini, scomparso nei giorni scorsi, e della Corsini Bakery Dolci e Biscotti è una di queste: un esempio emblematico di come un’impresa radicata in un piccolo centro possa trasformarsi in un ambasciatore del territorio nel mondo, generando sviluppo, occupazione e identità economica.

Confcommercio Grosseto propone una riflessione che parte proprio da questa esperienza, simbolicamente legata a Castel del Piano e al Monte Amiata, per allargarsi al tema più ampio del futuro delle imprese nei territori periferici.

«Imprenditori così hanno davvero lasciato il segno nella storia dell’economia del territorio - commentano il presidente di Confcommercio Grosseto, Giulio Gennari, e il direttore Gabriella Orlando - La crescita dell’azienda Corsini dimostra che anche in aree segnate da limiti infrastrutturali e da collegamenti non sempre adeguati è possibile costruire valore competitivo, se si ha il coraggio di investire e di innovare restando fedeli alla propria terra».

Il caso Corsini racconta infatti una scelta precisa: non delocalizzare, non abbandonare il territorio d’origine, ma continuare a investire lì, mantenendo una parte significativa della produzione a Castel del Piano. Una decisione che ha prodotto ricchezza diffusa, creando posti di lavoro e consentendo a tante famiglie di rimanere sull’Amiata, contrastando lo spopolamento e la fragilità economica che spesso colpiscono le aree interne.

«Quando parliamo di deficit infrastrutturale – proseguono Gennari e Orlando – dobbiamo certamente chiedere con forza interventi e politiche adeguate. Ma dobbiamo anche riconoscere che esistono imprenditori che, pur in assenza di condizioni ideali, hanno saputo scalare quei limiti con determinazione, puntando sulla qualità, sull’organizzazione, sull’internazionalizzazione. È questa la lezione più alta che possiamo trarre».

Un ulteriore elemento di grande valore economico e sociale è rappresentato dal passaggio generazionale. La capacità di trasformare un’impresa familiare in una realtà industriale moderna e poi di accompagnarne la continuità attraverso i figli Corrado, Andrea, Roberto e Gianluca, costituisce un esempio concreto di sostenibilità imprenditoriale nel tempo. Non si tratta solo di successione, ma di trasmissione di competenze, cultura del lavoro, senso di responsabilità verso dipendenti e comunità.

«Il passaggio generazionale è una delle sfide decisive per il commercio e l’agroalimentare – concludono il presidente e il direttore di Confcommercio Grosseto –. La storia della famiglia Corsini ci ricorda che dietro ogni azienda ci sono sacrificio, fatica, visione e la volontà di costruire qualcosa che duri oltre sé stessi. È così che si consolida un sistema economico territoriale: investendo nelle persone, nelle famiglie, nelle nuove generazioni».