A Montalcino la presentazione del volume "Alceste Angelini"

Sabato 10 Gennaio 2025 alle ore 17 presso il Teatro Degli Astrusi di Montalcino si terrà la presentazione del volume “Alceste Angelini poesie e traduzioni dal greco” che raccoglie l'opera del poeta-traduttore montalcinese. 

Montalcino: Figura appartata ma significativa della cultura italiana del Novecento, esordisce nel 1946, nell'immediato dopoguerra, con una raccolta di liriche e traduzioni dal greco era un gesto ardito, "quasi una sfida, di natura gentile e delicata, all'asprezza dei tempi". Esordio controcorrente che risponde con lirismo classico in un'epoca difficile con un atteggiamento di understatement e riserbo elegante. Amico di Montale, Luzi, Sbarbaro, Gadda, supera la semplice giustapposizione tra poesia originale e traduzione, utilizzando quest’ultima come nutrimento della propria musa poetica. Ciò che rende Angelini un caso unico nella poesia italiana è il suo rapporto con la traduzione: non semplice esercizio accademico affiancato alla creazione originale, ma "un'unica, unitaria prospettiva" in cui antico e moderno dialogano e si fondono.

IL VOLUME E LA PRESENTAZIONE

Il libro “Alceste Angelini poesie e traduzioni dal greco” edito dalla prestigiosa casa editrice genovese San Marco dei Giustiniani di Giorgio Devoto – punto di riferimento per la poesia italiana contemporanea – raccoglie l'intera produzione poetica di Angelini (dal 1946 al 1993) e tutte le sue traduzioni dai poeti greci.

Interverranno:

· Luca Lenzini, curatore del volume, critico letterario e docente all'Università di Siena, Presidente del Concorso di poesia "Il Vignolo"

· Moreno Lifodi, Presidente dell'Associazione Italiana Cultura Classica di Siena

· Antonio Prete, critico letterario e docente di letteratura all'Università di Siena, a cui Angelini dedicò una traduzione sul tema della nostalgia

· Alberto Olivetti, docente di Estetica all'Università di Siena e studioso dell'opera di Angelini

Tutti i relatori hanno conosciuto personalmente Alceste Angelini e hanno potuto apprezzare, oltre all'opera, quel carattere schivo ed elegante che forse gli valse meno notorietà di quanto meritasse, ma che oggi lo restituisce come testimone di un'idea alta e discreta della letteratura